23 maggio 2017

Panini rustici ... e le origini


Quella del pane è una storia antichissima, 
lunga più o meno quanto quella dell'umanità
Il miraggio di tornare indietro nel tempo, 
all'origine di ogni cosa, 
ai primi due chicchi di grano
che si sono abbracciati a formare il primo pane.
(F. Caramagna)


Il pane ha una storia antichissima, "lunga più o meno quanto quella dell'umanità". I primi veri panettieri sembra siano stati gli Egizi, ponendo le basi affinché il pane potesse conoscere un successo senza fine e senza frontiere. Ai tempi in cui i Romani ancora si nutrivano di una specie di pappa di farina e i Greci di una sfoglia cotta sul fuoco, gli Egizi già applicavano con sistematicità quella che molto più tardi sarebbe stata chiamata la "lievitazione naturale". Erano capaci di mettere in tavola pani gonfi, fragranti e profumati. Tutto ciò allora era considerato un fenomeno magico e misterioso, ma loro avevano scoperto, probabilmente per puro caso, che bastava aggiungere all'amalgama di chicchi macinati ed acqua un pezzetto di pasta avanzata il giorno prima, dal sapore un poco acidulo, per ottenere un pane gonfio e fragrante. E per questo motivo gli Egizi divennero maestri indiscussi nell'arte della panificazione. Dalle mie parti invece, a Roma, il pane entrò nell'uso quotidiano soltanto durante l'età repubblicana, stando a quanto racconta Plinio la cottura del pane fu introdotta nel 168 a.C. ad opera di alcuni schiavi catturati in Macedonia dopo la sconfitta del re Perseo. Il consumo e la cultura del pane ebbero un periodo di decadenza dopo la caduta dell’Impero Romano e con l’avvento delle civiltà barbariche. Un periodo relativamente breve, però, perché il consumo di pane non si interruppe mai, grazie soprattutto ai monasteri, dal 7° secolo, e poi all'avvento della civiltà feudale. Ma la vera grande rivoluzione nel campo della panificazione si ebbe solo nel Rinascimento, perché nel pane fino ad allora lievitato naturalmente, fu introdotto il lievito di birra, prodotto dalla complessa lavorazione di lieviti naturali e malto. Da allora quanti tipi e quante forme di pane diverse sono uscite dalle menti creative dei panettieri e dai loro forni! Pani semplici o pani ricchi, all'olio, al burro, integrali, alle olive, anche dolci con l'uvetta o il cioccolato. Io oggi vi lascio dei panini semplici, ma fantastici, liberamente tratti da un'idea di Veronica, provateli, magari imbottiti con del salame piccante o della mortazza!





16 maggio 2017

Ciambelline rustiche ... un dolce sgranocchio integrale !


Il passato è la sostanza di cui è fatto il tempo
perciò questo diviene subito passato.
(Jorge Luis Borges)


C’era un tempo in cui il caffè si gustava in tazzine di porcellana, in cui non esisteva il fast food, in cui non si sentiva parlare di bio, perché la spesa si faceva dal contadino e tutto era naturalmente non trattato. Un tempo in cui non dovevi preoccuparti che la frutta o la verdura fossero contaminate dalla diossina, un tempo in cui il cielo era limpido, in cui le stagioni erano quattro, ed erano una certezza perché non c’era il buco nell'ozono a sballare il clima. Un tempo in cui i bambini potevano giocare per la strada, in cui si pranzava a casa tutti insieme, in cui la domenica i negozi erano chiusi, in cui ogni famiglia possedeva una sola macchina. Un tempo in cui intraprendere un viaggio non creava ansia, in cui si regalava un sorriso al passante sconosciuto invece che uno sguardo diffidente. Un tempo in cui gli uomini aprivano la porta alle signore, cedendo loro il passo, un tempo in cui esistevano termini come galanteria e buona educazione.  Un tempo in cui il telefono era attaccato ad un filo, in cui il computer non era stato ancora inventato, in cui le città erano più vivibili, in cui i mobili che compravi arrivavano consegnati a casa già montati, in cui i maglioni erano di lana e le magliette di cotone. Un tempo in cui forse le macchine erano meno sicure, ma i mari molto più puliti, in cui ci si conosceva tutti e ci si aiutava tra vicini di casa, un tempo in cui le galline erano libere nell'aia e le uova si potevano mangiare crude. Un tempo in cui non esistevano i centri commerciali, le grande catene di distribuzione, i supermercati, in cui il panettiere o il macellaio erano amici da cui fare spesa e con cui fare quattro chiacchiere per sapere le ultime notizie del quartiere. Un tempo in cui il sushi lo mangiavi solo in Giappone e una matrioska  la potevi comprare solo se affrontavi un viaggio nella grande madre Russia. Un tempo in cui i giornali erano solo di carta e nessuna sicurezza a blindare gli stadi. Un tempo in cui una stretta di mano e la parola data valevano quanto un atto firmato. Un tempo in cui forse eravamo tutti meno consapevoli, ma molto più  sereni e fiduciosi. Un tempo in cui le ricette erano appuntate sui quadernini, in cui i dolci erano semplici, in cui gli attrezzi più usati in cucina erano le mani, in cui la sostanza contava più dell'apparenza ... 




9 maggio 2017

Strawberry Plum Cake


Devi amare quello che fai. 
Ogni dolce ha la sua storia:
la persona per cui lo prepari,
i sentimenti che provi mentre lo prepari... 
ogni cosa entra nelle mani 
e mentre impasti pensi con le mani, 
ami con le mani 
e crei con le mani.
(A.D'Avenia)

Preparare un dolce per me è sempre un gesto d’affetto rivolto a qualcuno. Non sto specificatamente parlando delle torte di compleanno o dei dolci legati a delle feste particolari, parlo del quotidiano. Io preparo dolci per la colazione della mia famiglia, torte da credenza o plum cake da portare a mia madre così che abbia sempre una “dolce compagnia” quando ne sente il bisogno, per i miei colleghi in ufficio, ma anche per i colleghi di mio marito, sotto ordinazione del il mio golosissimo nipote che purtroppo a una mamma che non ama cucinare e per le merende di studio delle amiche fuori sede di mia figlia. Ogni volta che preparo un dolce pensando a qualcuno, spero di regalargli non solo cibo per il corpo, ma una coccola, un momento di piacere. Perché un dolce non serve solo per festeggiare, ma anche per far sbocciare un sorriso, per calmare un animo inquieto, per alleviare la noia, come consolazione nei momenti di tristezza. E se lo condividiamo diventa subito gioia, risate, chiacchiere di serenità, momenti da chiudere nel cassetto della memoria delle emozioni positive, quelle che si ricordano sempre con piacere. Secondo il mio modesto parere, anche chi sta a dieta non dovrebbe mai escludere completamente i dolci, perché fanno bene all'anima! Molti dietologi concordano nel dire che troppa rigidità nella dieta è controproducente, che un peccato di gola ogni tanto aiuta il nostro corpo a tenere su il morale. Certo è sempre meglio mangiare dolci a colazione quando il metabolismo è più alto e gli zuccheri vengono bruciati  più velocemente, preferendo dolci fatti in casa e non troppo calorici, come per esempio questo cake che vi propongo oggi. Un plum cake senza burro e con tante fragole a renderlo dolcissimo e umido. Le mie amate fragole ricche di fibre e di acqua, antiossidanti e cariche di vitamina C. Ma come si fa a resistere ad una fetta di questa golosità? 



3 maggio 2017

Parmigiana di zucchine

“E levo questa spada
attraverso il cielo
giuro sarò roccia contro il fuoco e il gelo
Solo sulla cima
attenderò i predoni
arriveranno in molti
e solcheranno i mari
Oltre queste mura troverò la gioia
o forse la mia fine, comunque sarà gloria.
E non lotterò mai per un compenso.
lotto per amore, lotterò per questo…”


Sono una donna come tante,  sono quella che la vita ha costruito. Sono l’insieme di tante esperienze, sentimenti, emozioni e scelte…  Io sono i miei sorrisi ed i miei pianti, le mie discese e le mie salite, i miei baratri ed i miei podi. Io sono le mie tempeste e la mia quiete. Io sono i miei incubi ed i miei sogni. Io sono  le mie certezze ed i miei dubbi … Quello che vedete ora è il mio percorso … Ora sono capace di vivere serenamente, ho imparato a fregarmene, ho imparato a vedere il lato positivo delle cose, ho imparato che la mia felicità è l'arma migliore contro chi mi vuole male, ho imparato a difendermi con le unghie e con i denti ... ho imparato ad amarmi. Ora sono felice, ora sono soddisfatta, ora sono sicura di me, ora sono forte … ora sono un guerriero. Ma guerrieri non si nasce, ci si addestra. E ci si addestra tanto per diventare guerrieri invincibili. Non smettere mai di combattere, non smettere mai di addestrarti, non smettere mai di amarti ... non smettere mai di credere, non smettere mai di sperare, non smettere mai di sognare ... la vita è solo tua, vivila ! Per te che ami le ricette di casa, quelle che si scrivevano a penna sul quadernino, per te e la tua anima vintage, oggi un classico solo leggermente rivisitato, un piatto delizioso, con un sapore più delicato rispetto alla versione con le melanzane, un piatto di quelli dove la scarpetta è d'obbligo!  



26 aprile 2017

Sei anni di blog!


Sei è un numero perfetto di per sé,
e non perché Dio ha creato il mondo in sei giorni; 
piuttosto è vero il contrario.
Dio ha creato il mondo in sei giorni 
perché questo numero è perfetto,
e rimarrebbe perfetto 
anche se l'opera dei sei giorni non fosse esistita.

(Sant'Agostino )


Il 6 è un numero pari, è parte della terna pitagorica, è il numero delle facce di un cubo, è anche il numero atomico del Carbonio, base di tutta la chimica degli organismi viventi e 6 sono le punte del sigillo di Salomone. Matematicamente il 6 viene definito un numero perfetto, in quanto il risultato della somma dei suoi divisori è 6. Nell'antichità il sei era consacrato a Giove e a Venere, considerato il simbolo della bellezza e della perfezione. E’ un numero mistico e ambivalente nel suo significato, in quanto è il numero dell’equilibrio e dell’ordine perfetto. In numerologia è il numero del matrimonio, della famiglia e  della casa. E visto che nulla, più del profumo che emana un lievitato al forno, mi dà la sensazione di casa e  di famiglia, ho deciso di preparare un dolcissimo e sofficissimo danubio al cioccolato per festeggiare tutti insieme i sei anni del mio blog, la mia cucina virtuale, la mia seconda casa! E se anche questo traguardo è stato raggiunto, non è solo grazie alla mia passione e alla costanza, ma è soprattutto grazie a voi! Grazie per esserci sempre, alcuni di voi dall'inizio come Simona che l’ha tenuto a battesimo e poi FedericaAriaLaura e poi l’altra Federica e Imma  e piano piano le amiche, gli amici, i lettori sono aumentati sempre di più, anche se c’è una certa evoluzione nei blog e ci si “segue”  di meno, le statistiche parlano chiaro come il numero sempre crescente dei commenti che mi lasciate, per cui grazie! Perché siete voi il cuore pulsante di questo libro virtuale in perenne aggiornamento, perché se questo blog esiste è soprattutto grazie a tutti voi  che con la vostra presenza costante lo rendete vivo.  Ed ora vorrei offrirvi, purtroppo solo virtualmente, questo golosissimo e cioccolatosissimo danubio, non vi sembra un ottimo modo per festeggiare i 6 anni del mio  blog?


19 aprile 2017

Torta al cocco e cioccolato con copertura di cioccolato fondente


Il cioccolato è divino,
morbido, sensuale, profondo, nero,
 sontuoso, gratificante, potente, 
denso, cremoso,
 seducente, 
suggestivo, ricco, eccessivo,
 lucente, levigato, lussurioso, 
celestiale.
 Il cioccolato è rovina, gioia, piacere, 
 amore, estasi, fantasia. 
Il cioccolato ci rende peccaminosi, 
colpevoli, vergognosi, sani, chic,
 felici. 

(E.Sherman) 



Come è trascorsa la vostra Pasqua? Spero bene! La mia in totale serenità, con parenti ed amici, tra tanto buon cibo, tantissimo cioccolato, tante chiacchiere e qualche risata, il tutto sotto un bellissimo cielo azzurro! Roma ci ha regalato due splendide giornate primaverili, il che ovviamente mangiando all'aria aperta ha reso tutto molto gradevole. Non so voi, ma io dopo le festività pasquali, in casa mi ritrovo sempre con quintali di cioccolato: al latte, fondente, extra fondente, nocciolato  ... Non fraintendetemi, non mi lamento, io adoro il cioccolato, ne sono ghiottissima, ma è veramente tanto da mangiare in semplicità. Senza dimenticare le varie ciotole sparse  per il salone ed il soggiorno, piene di cioccolatini di vario tipo ... tentazioni ovunque nel mio appartaemento ed ora si sono aggiunti anche un gran numero di coniglietti rimasti orfani dalla tavola pasquale... Assolutamente necessita l'inizio del riciclo, il più goloso riciclo di sempre!   




16 aprile 2017

Buona Pasqua!




                                                   
Auguro a tutti voi 
e alle vostre famiglie
una Pasqua  piena di gioia, serenità, 
buon cibo e tanto cioccolato! 


11 aprile 2017

La corona pasquale


Ecchesce a Ppasqua. Ggià lo vedi, Nino:
la tavola è infiorata sana sana
d’erba-santa-maria, menta romana,
sarvia, perza, vïole e ttrosmarino.
Ggià ssò ppronti dall’antra sittimana
diesci fiaschetti e un bon baril de vino.
Ggià ppe ggrazzia de Ddio fuma er cammino
pe ccelebbrà sta festa a la cristiana.
Cristo è risusscitato: alegramente!
In sta ggiornata nun z’abbadi a spesa
e nun ze penzi a gguai un accidente.
Brodetto, ova, salame, zuppa ingresa,
carciofoli, granelli e ’r rimanente,
tutto a la grolia de la Santa Cchiesa.

Giuseppe Gioacchino Belli
19 aprile 1835

Ma voi la mattina di Pasqua come fate colazione, quali sono le abitudini della vostra regione? A Roma la tradizione pasquale  vuole che la giornata si apra con un pasto a dir poco impegnativo. Per un giorno si abbandona il classico cornetto con il cappuccino e ci si siede ad una tavola imbandita per una ricca colazione salata. Un pasto particolarmente sentito, che quasi supera di importanza il classico pranzo. Il menu varia di famiglia in famiglia, ma comprende ovviamente dei punti fermi: torte salate, uova sode, frittata di carciofi, pizza pasquale e salame corallina. Un salame con un impasto finissimo composto da tre parti di carne magra di maiale macinata e da una parte di lardello a cubetti che forma della larghe occhiature.  E proprio questo particolare tipo di salame ho utilizzato per imbottire la mia corona pasquale, perfetta per la nostra colazione, ma anche come centro tavola per il classico pranzo pasquale, oppure da portare nel cestino del pic nic per la scampagnata di pasquetta! 



4 aprile 2017

Mini cake con zucchine frullate e mortadella


I fiori della primavera
sono i sogni dell’inverno
raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli.
(Khalil Gibran)


La primavera è arrivata e subito si inizia  con i buoni propositi in previsione dell’estate. C’è chi ha intenzione di perdere qualche chilo per la prova costume, chi vuole mettere ordine nella propria vita, magari anche banalmente partendo dalle pulizie di casa e chi opta per iniziare a seguire un regime alimentare sano ed equilibrato. Per me l’arrivo della primavera vuol dire principalmente riappropriarmi della mia città, ricominciare a passeggiare nei meravigliosi parchi di cui Roma è ricca, godere della bellezza della natura, annusare i fiori, scaldarmi ai primi tepori di un  sole caldo, ma non fastidiosamente aggressivo come quello estivo. Le giornate si allungano, le temperature diventano più miti e Roma rinasce dopo il torpore invernale. Passeggiare per i Fori, visitare il Colosseo, pranzare a Trastevere, fare lunghe camminate sul lungotevere e i suoi antichissimi ponti sono gli ingredienti ideali per farmi sentire quasi in vacanza! C’è sempre un posto nuovo da visitare a Roma, anche per chi la conosce come le proprie tasche, ci sarà sempre un angolo da girare e qualcosa di nuovo da scoprire. La primavera sarà pure una delle stagioni più capricciose dell’anno, ma quando arriva porta con se quell'irrefrenabile voglia di uscire di casa, di annusare i suoi profumi e ammirare quei colori in grado di portare il buonumore anche nei più frenetici contesti metropolitani. E con la primavera ritorna la voglia di pic nic, di pranzi in terrazza o magari anche in spiaggia e allora ecco qui un cake salato molto gustoso, perfetto come cibo da asporto, da preparare prima e da gustare magari su un prato nel tepore di un aprile speriamo caldo e assolato. 




28 marzo 2017

Torta di carote e mandorle ... e i carrelli angoscianti!


Tutto ciò che viene dalla mia cucina
 è cresciuto nel cuore
(Paul Eluard)

Sembra come se il mondo si fosse diviso in due, da una parte le persone che amano il cibo, ne ricercano la qualità, la genuinità, seguendo la stagionalità dei prodotti da portare in tavola, che si rivolgono sempre più spesso al mercato del bio, delle piccole aziende, della filiera corta. Uomini e donne che provano piacere, a spendere un’oretta del proprio tempo libero per sfornare un dolce fatto in casa per i propri cari, o dividere con gli amici un buon piatto di pasta, magari semplice, ma dove la qualità degli ingredienti fa la differenza alla prima forchettata. Dall'altra parte invece,  c’è un mondo che compra precotto… quei carrelli del supermercato  pieni di vaschette e buste monodose, che ti fanno tristezza solo a guardarli !  Lasagne, cannelloni, contorni di verdura, gnocchi, purè, primi piatti, secondi, sughi, creme di verdura, sautè di cozze, spaghetti con le vongole (li ho visti!), minestroni, pasta per la pizza, dolci… tanti dolci …  ho addirittura visto panini imbottiti! Il precotto, il pronto, il confezionato, il cibo tolto dal freezer, passato al microonde, estratto dalla vaschetta e messo a tavola. Non sono una santa, capita anche a me di acquistare la sfoglia nel rotolo per fare una quiche, o il granulato per un brodo veloce, ma a tutto c’è un limite!  Non credo assolutamente che la risposta a certi comportamenti insani sia la mancanza di tempo. Per un semplice piatto di pasta, una scaloppina, un’insalata ci vogliono pochi minuti e anche poche competenze. I piatti pronti ridurranno il  tempo di preparazione, la “fatica”, ma sicuramente anche il valore nutrizionale, energetico e soprattutto l’apporto di genuinità per il nostro organismo. I cibi precotti, in quanto tali, contengono un alto tasso di conservanti,  additivi e di grassi economici (margarine, grassi idrogenati, grassi vegetali generici). Per non parlare delle norme igieniche,  non possiamo conoscere esattamente le modalità attraverso cui sono stati preparati e confezionati.  Il problema principale legato a questi cibi, è  proprio quello di ignorare effettivamente il valore e gli standard nutrizionali di quello che si ingerisce.  E non ho scelto a caso questo verbo da utilizzare, perché è così che mi ricollego alla dicotomia di cui parlavo all'inizio: da una parte c’è chi ingerisce e dall'altra chi gusta. Da un lato blog, libri, chef,  ore di ricette in televisione e  dall'altro lato il cibo spazzatura, il cibo dichiarato senza conservanti e coloranti, ma che vive mesi e anni fuori dal frigorifero, croissant con creme pasticcere o confetture a temperatura ambiente che durano mesi inalterati. E tutte quelle scritte “senza” laddove l’unico vero senza di quelle bellissime confezioni, è il non sapere la provenienza degli ingredienti, perché magari sarà vero che non c’è il tanto famigerato olio di palma, ma magari la farina viene dalla Russia!  Mi dispiace, ma non capisco il perché di certe scelte, forse mancanza di cultura alimentare … oppure … non lo so, ma trovo sconvolgente quanto tante persone non si rendano conto di quanto non vogliano realmente bene  a se stessi, ingerendo certa roba.. Spesso c’è poco tempo, a volte si è inesperti, ma ribadisco per cucinare in modo semplice, gustoso e salutare serve poco tempo e nessuna fatica, e a volte è semplicissimo anche fare un dolce, basta scegliere la ricetta giusta, oggi per esempio vi lascio una torta, semplice gustosa e salutare.