18 ottobre 2017

Corona salata ... e il nuovo palazzo romano del lusso!

Nessun uomo 
ti farà sentire protetta e al sicuro 
come un cappotto di cachemire 
e un paio di occhiali neri.
(Coco Chanel) 

L’altro giorno sono stata all'inaugurazione del nuovo mega palazzo della Rinascente. Dopo 11 anni di lavori, finalmente a Roma in pieno centro storico ha aperto un vero department store, con una superficie totale di 14.000 metri quadrati, suddivisa in 8 piani e con oltre 800 brand presenti. L’impatto entrando è mozzafiato,  lo store  gode della luce naturale di una corte interna ed ingloba un palazzetto dei primi del Novecento tutelato della Sovrintendenza per le Belle Arti. Nel piano interrato, si può ammirare un vero sito archeologico con una porzione  dell’Acquedotto Vergine costruito tra il 25 ed il 19 a.C. da Agrippa, sul quale scorrono immagini al led che ne raccontano la storia, salendo invece all’ultimo piano dedicato al food, ci si perde nel magnifico panorama che si può ammirare dalle due grandi terrazze incastonate tra i tetti della Capitale, pranzando o gustando un aperitivo al tramonto. Insomma una visita da non perdere, anche solo per ammirarne l’architettura, ogni piano è stato disegnato infatti da un architetto diverso, per dare un senso di personalizzazione, ma salvaguardando gli elementi architettonici legati alla città. Anche se unico ed originale è sempre fondamentalmente un luogo di shopping, un  vero paradiso dedicato al meglio di moda, bellezza, design e gourmet. Presto ci tornerò ma con più calma e meno caos, ho voglia di godermelo nel dettaglio, soprattutto il food market! Per oggi vi lascio una ricetta copiata dalla mia maestra dei lievitati preferita, in cui ho modificato solo l’imbottitura. 



10 ottobre 2017

Cornettini alla crema di nocciole


Combatto la tua idea che è contraria alla mia
ma sono pronto a battermi al prezzo della mia vita
perché tu possa esprimere la tua idea, sempre e liberamente. 
(Voltaire)


In confronto a 20 anni fa, la consapevolezza sul cibo, che abbiamo tutti acquisito è ammirevole, ma la demonizzazione crescente è psicologicamente a parer mio un pò preoccupante. Cresce, giustamente, la nostra attenzione per gli alimenti e le bevande che mettiamo sulle nostre tavole ed in particolare, per gli ingredienti presenti nei cibi che consumiamo quotidianamente. Siamo preoccupati dell'impatto a lungo termine che certi ingredienti  potrebbero avere sulla nostra salute e su quella dei nostri figli e siamo sempre più disposti a pagare un prezzo maggiore per i prodotti alimentari che quantomeno asseriscano di non contenere gli ingredienti indesiderati. In questi ultimi anni è evidente il radicale  cambio di mentalità della maggioranza delle persone,  che vedono il cibo come fonte di benessere e si approcciano alla propria alimentazione in modo più selettivo, tutti cerchiamo di essere sempre più  informati  su ciò che mangiamo, su come questo o quel cibo sia stato prodotto, sulla sua provenienza  e su quali siano le sue caratteristiche nutrizionali. Il desiderio che ci guida è quello di non essere semplici consumatori passivi, ma protagonisti sempre più attivi delle nostre scelte alimentari e da qui il crescente numero di persone che per motivi diversi scelgono di cambiare il loro rapporto con il cibo: vegetariani, vegani, sostenitori del chilometro zero, consumatori esclusivamente di prodotti bio ecc. Però ... c’è un però. In un’ epoca in cui i canali di comunicazione a nostra disposizione sono in costante proliferazione, è drammatico rendersi conto di quanto siamo bombardati da notizie virali, informazioni prive di filtro e consigli gratuiti su cosa dovremmo o non dovremmo mangiare. Sarà capitato a tutti di leggere in rete, in un social piuttosto che in un sito, o nelle pubblicità bombardanti, che un certo alimento non lo si dovrebbe mangiare perché: fa ingrassare, fa male, alza il colesterolo, gonfia la pancia , è cancerogeno o genericamente .... è puro veleno per l'organismo. Fino a che le fonti di informazione continueranno a non essere filtrate, queste cose continueranno a succedere, sconosciuti si sentiranno autorizzati a questionare sul nostro modo di alimentarci e l’unica nostra arma sarà quella di perseguire la ricerca di informazioni da fonti attendibili. Purtroppo in contrapposizione alla consapevolezza alimentare si è sviluppata  la demonizzazione del cibo. Non del cibo in senso generale, ma dei singoli alimenti, che con una sorta di cadenza apparentemente programmata, vengono presi di mira e incolpati di effetti sulla salute che dovrebbero spaventarci, e spesso ci riescono,  così da farci desistere dal consumo di quel particolare alimento. Puntualmente, alla demonizzazione di un cibo segue l’esaltazione di un altro, suo simile o sostituto creato e messo in commercio appositamente per il consumatore attento alla salute. Il problema è che alcuni colossi dell’industria alimentare hanno creato un impero in questo modo, facendo dei prodotti sostitutivi un business. E magari dopo anni di demonizzazione di un prodotto, quello viene rivalutato per poi passare a demonizzare proprio il suo “sostituto salutare” e il business ricomincia. Certo, ormai è assodato che l'ortofrutta rappresenta una bella fetta della dieta ideale, allo stesso modo, abbiamo imparato che le carni rosse vanno consumate con parsimonia, esattamente come gli alcolici, che gli zuccheri raffinati, così come le farine, vanno sostituiti con quelli integrali, che non esiste condimento più sano di qualche cucchiaio di un buon olio extravergine. Ma …  l’aria resta inquinata e così le falde acquifere e il terreno … e allora ? Io semplicemente seguito ad essere una consumatrice attenta e responsabile, prediligo i prodotti Bio e il consumo a KM  0, le farine macinate a pietra, i dolci e i lievitati fatti in casa, l’olio extravergine comprato direttamente dal produttore, ma il tutto vissuto con leggerezza, senza ansia, senza demonizzare nessun prodotto alimentare in particolare, insomma senza eccessi. Seguitando ad essere consapevole della mia vita in generale, dando  al cibo la sua giusta collocazione, senza estremismi, anche perché, per cultura e carattere io non riesco proprio ad appoggiare e a comprendere nessun tipo di oltranzismo né culturale, né religioso, né tanto meno legato al cibo. Voglio seguitare ad aprire un barattolo di crema di cacao e nocciole senza sensi di colpa, perché come il mio nutrizionista mi ripete sempre “nulla fa male una volta ogni tanto” soprattutto se fa bene all'anima e crea un sorriso. E così  oggi vi lascio più che una ricetta, un’idea super veloce per portare in tavola una piccola golosità che sarà sicuramente apprezzata da grandi e piccini. Questi piccoli cornetti di pasta sfoglia  si preparano in 5 minuti e in 10 saranno già finiti, non rispecchiano forse la consapevolezza alimentare, ma fidatevi faranno nascere un sorriso spontaneo sul volto di chiunque!  



3 ottobre 2017

Autunno ... torta di mele e cannella


Ascolta! il vento sta aumentando,
e l’aria è selvaggia con le foglie.
Abbiamo avuto le nostre serate estive,
è adesso è l’ora d’ottobre.
(Humbert Wolfe)


L’autunno romano ha qualcosa di magico, il mese di ottobre porta con se giornate tiepide dal cielo terso e le strade alberate e i parchi esplodono in un trionfo di caldi colori. Questa grande metropoli, che è una delle più verdi d’europa, ha dei vasti intermezzi di natura in piena città, da villa Pamphili a villa Borghese, querce, platani e aceri, in autunno creano incanti in livrea rossa, gialla o arancione, rendendo il paesaggio irresistibile. E di caldi colori esplodono anche i banchi dei mercatini rionali, tra zucche, noci, castagne e ... le mie adorate mele!  E come si fa a vedere tanti bei frutti sodi e colorati e non aver voglia ti mettersi subito a lavare e affettare questi dolci pomi per affondarne le fette nella più amata delle torte? E così il forno riparte, con la torta simbolo dell’autunno, la torta di mele! E il profumo inonda la casa,  e improvvisamente i ricordi vanno a tanto tempo fa a quando era la mia mamma a prepararla per me ed ora sono io  che la offro a lei, sempre più golosa!



26 settembre 2017

Insalata di riso rosso


I giorni di settembre sono qui,
con dell’estate il meglio del tempo,
e dell’autunno il meglio dell’allegria.
(H.Jackson)


Me le voglio tenere strette strette queste splendide giornate romane, il cielo terso, il sole tiepido, quei  22 -23° che ti fanno appena mettere un giacchetto la mattina e la sera, ma che ti consentono di stare ancora in sandali. Una temperatura che mi fa tornare la voglia di rientrare in cucina, dopo una lunga e afosissima estate e che mi da la possibilità di ricominciare il mio amato fitwalking. Adoro settembre, per il suo clima perfetto, né troppo caldo né troppo freddo, per la sua luce cristallina, per la sua aria morbida, per la sua voglia di ripresa, ma anche di relax, con le vacanze estive ormai alle spalle e all'orizzonte, ancora lontano, il luccichio delle feste di Natale. I primi frutti d'autunno cominciano ad affacciarsi timidamente sui banchi del mercato, ma ci sono ancora scampoli d’estate da mangiare e così io resisto ancora un po’, complice il clima romano, e indugio ancora nelle ultime preparazioni fresche perfette per la lunch box, ma anche per gli ultimi pranzi in terrazza prima di richiuderci definitamente in casa, per il letargo invernale incartati nei nostri plaid davanti al camino acceso sorseggiando un the caldo.  


18 settembre 2017

Il mio viaggio in Russia ... seconda parte





T’amo, creatura di Pietro,
Amo il tuo armonico aspetto,
Il regale corso della Neva,
Delle sue rive il granito,
Delle tue cinte il rabesco di ghisa,
Delle tue notti malinconiche
il diafano crepuscolo
e lo splendore illune.
(A.Puškin)

Seconda parte del mio viaggio nella sconfinata terra russa. Iniziamo parlando della bellissima San Pietroburgo, fondata dallo Zar Pietro il Grande nel 1703, fu a lungo la capitale dell’Impero russo, la storia e gli uomini l’hanno costretta a cambiare nome per ben tre volte: da San Pietroburgo a Pietrogrado nel 1914, per poi diventare Leningrado durante il regime comunista e tornare a chiamarsi San Pietroburgo con la caduta del Muro di Berlino. San Pietroburgo è una delle poche città al mondo nata da un progetto predefinito su carta: infatti furono due architetti, gli italiani  Domenico Trezzini e Bartolomeo Rastrelli, che seguendo i desideri dello Zar, crearono una città moderna, elegante e profondamente diversa da Mosca. Pietro il Grande affido agli architetti il compito di dare alla nascente capitale i tratti delle migliori città europee: Amsterdam e Venezia erano i principali modelli che solleticavano l'immaginazione architettonica del sovrano russo. La città doveva distinguersi e per questo egli esigeva spazi estesi, ampie prospettive e canali navigabili. Questa metropoli, considerata la città più europea della Russia, ancora oggi, con i suoi eleganti palazzi, simbolo della potenza tramontata degli zar, i suoi viali scenografici, le cupole dorate delle chiese ed il meraviglioso Palazzo d’Inverno,  resta una città dal fascino fiabesco. 

Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato

6 settembre 2017

Il mio viaggio in Russia ...prima parte


Умом Россию не понять,
Аршином общим не измерить
 У ней особенная стать.
В Россию можно только верить.

(FEDOR TJUTCEV 1803-1873)

La Russia con l'intelletto non si comprende,
con il metro comune non si misura,
particolare è la sua statura,
nella Russia non si può che credere.


Un viaggio sognato, desiderato, accarezzato e ... finalmente realizzato! Tolstoj, Čechov, Dostoevskij, Caterina II, i Romanov,  Stravinskij, Chaikovsky, i mitici balletti russi e poi i palazzi, le chiese,  le architetture bizantine, l’Ermitage … insomma un libro di storia e di cultura che volevo assolutamente sfogliare, ma soprattutto respirare. Perché questa è la differenza per me tra viaggio e vacanza, vacanza è una spiaggia, il mare, buon cibo e tanto relax, ma il viaggio è assaporare culture diverse, conoscere città e paesi, assaggiare cibi sconosciuti, camminare là dove la storia si è svolta e tornare carica di conoscenza, non per sentito dire o per aver letto o visto, ma per aver toccato!
Ed ora iniziamo a parlare di questo mio assaggio di Russia, una terra dove tutto è immenso, dove il peso della storia è ad ogni angolo, dove una piazza ha 1 km di diametro e una strada cittadina ha 6 corsie. Città pulitissime, inaspettatamente molto verdi, dove efficienza e sostanza sono al primo posto. Un paese forse con regole un pò troppo rigide per il nostro metro di giudizio e con un clima eccessivamente freddo per le nostre abitudini, ma in cui tornerei volentieri, e che consiglio a chiunque di andare a visitare. 
Prima tappa Mosca. E se la Federazione Russa viene definita immensa, la sua capitale è enorme! Una metropoli monumentale e avveniristica insieme, immersa nel traffico e vibrante di luci, racconta settant'anni di soviet e molti secoli di storia.  Una città che guarda  alla globalizzazione, ma senza dimenticare le sue tradizioni,  insomma una città particolare, ma indiscutibilmente unica. 


Cattedrale di San Basilio

19 luglio 2017

Si chiude per ferie !

Normalmente chiudo il blog in agosto, ma questa folle e torrida estate mi costringe lontana dalla mia amata cucina e sinceramente non mi sembra neanche il caso di utilizzare  le ricette pronte in archivio, la maggior parte sono dolci e dubito che qualcuno di voi abbia voglia di accendere il forno con questo caldo. Per cui eccomi qui con il mio post di saluti estivi. Auguro a tutti voi una meravigliosa estate! Sia che per il vostro meritato riposo abbiate scelto il mare, la montagna, un viaggio in un città d'arte o un tour in un paese estero ...  rilassatevi, rallentate il ritmo e soprattutto coccolatevi, ve lo siete meritato! Ritrovate il piacere di godere della tranquillità di una passeggiata, della semplicità di una chiacchierata sotto le stelle, del riposante benessere che regala la lettura di un buon libro all'ombra di un albero, ricaricate le vostre batterie come preferite e nel caso dobbiate lavorare, allora cercate di farlo a ritmo meno incalzante e la sera uscite e godetevi il vostro paese o la vostra città ... buon relax a tutti!  



Buona vita e 
arrivederci a presto! 





10 luglio 2017

Polpettone cotto in padella ... al profumo di mortadella


L’estate è quel momento in cui
fa troppo caldo per fare quelle cose
per cui faceva troppo freddo d’inverno.
(Mark Twain)

Non so voi,  ma questo caldo mi sta sfiancando, è come se fosse sempre agosto a mezzogiorno, non riesco più a passeggiare, vivo praticamente respirando quasi esclusivamente aria condizionata, a casa, in auto, in ufficio … C'è chi la ama e chi la odia, ma nelle giornate più calde è un valore aggiunto a cui è difficile rinunciare, almeno per me è impossibile! Esco a passeggiare solo la sera e in quest’ultima settimana, particolarmente afosa a Roma,  anche raramente. Non riesco più a cucinare, vivo di frutta, insalate e tutto ciò che si possa gustare fresco e preparare con largo anticipo. Praticamente ormai cucino solo la mattina presto. Il mio amato forno è completamente andato in vacanza, per cui cotture esclusivamente in padella, più easy e non surriscaldano l’ambiente cucina. Oggi vi propongo il più classico dei classici: il polpettone. A casa mia è molto apprezzato soprattutto in estate, perché quasi tutte le varianti sono ottime sia tiepide che fredde. Con il polpettone non si sbaglia mai, perché è un piatto che mette sempre tutti d’accordo, grandi e piccini, e con questo mega caldo è uno dei piatti perfetti da trovare pronto al rientro dalla spiaggia, o da preparare in anticipo per poi godersi la cena nel fresco del giardino o della terrazza. Come dicevo prima, viste le temperature folli di questi giorni, niente cottura in forno, ma una più pratica preparazione in padella. L'unico consiglio che mi sento di darvi, prima di passare alla ricetta, è quello di evitare le vaschette di macinato pronto, scegliete il  pezzo di carne che preferite e chiedete al vostro macellaio di fiducia, di macinarlo al momento. Ed ora, ecco a voi … Mr. Polpettone! 



4 luglio 2017

Insalata di cous cous light ... parlando del Gargano


Che cos’era e che cos’è il Gargano, 
lo si vede a Monte Sant’Angelo.
 Il suo castello fu sede di principi e re.
 La basilica fu la più famosa meta di pellegrinaggi,
 e l’itinerario garganico fu forse
 l’unico in Italia paragonabile ai grandi itinerari di pellegrini
 che rigarono di fiumi umani 
il suolo francese e spagnolo.
(Guido Piovene)


L’Italia è un paese meraviglioso, racchiusi entro i nostri confini ci sono tanti angoli di paradiso. Amo viaggiare e ho sempre viaggiato molto, conosco tanta parte di mondo, eppure tanta Italia ancora mi manca all'appello. Con mio marito, potendo scegliere, abbiamo sempre preferito i viaggi all'estero, con una sorta di nostro itinerario mentale, puntando prima ai paesi più faticosi e complicati, alle lunghe distanze. ragionando che era preferibile come scelta “fintanto che siamo giovani … l’Italia poi … avremmo sempre tempo…”.  Non dico che non conosco la mia patria, ma certo non bene e dettagliatamente come vorrei e dovrei,  conosco tutte le sue regioni, ma tanti angoli mi sono ancora completamente sconosciuti. E così quest’anno, complice un giugno inaspettatamente torrido, ci siamo regalati in attesa delle vacanze agostane, una settimana di mare nello splendido e per me sconosciuto fino ad ora, scenario del Gargano. Un promontorio ammantato da foreste costiere di pini e lecci e da coltivazioni di aranci ed ulivi. Con una costa bassa e sabbiosa nel tratto settentrionale, che diventa via via scoscesa, con alte falesie calcaree, aprendosi in calette di sabbia finissima. L'interno è in gran parte coperto dalla vegetazione della Foresta Umbra che fascia il promontorio con faggi e pini, costituendo il cuore del Parco Nazionale del Gargano. In questa vegetazione rigogliosa, si inseriscono dei paesini deliziosi che hanno conservato la loro struttura antica, con vicoli tortuosi e case bianche: Vieste, Peschici, Monte Sant'Angelo e Mattinata. Ma lo sapevate che quando, tra le lagune e la terra ferma, cominciarono ad emergere gli Appennini - e stiamo parlando di centinaia di milioni di anni fa - il Gargano non c'era ancora? O meglio era solo un'isola, separata dal continente. Solo più tardi il promontorio si è congiunto alla terra ferma formando l'inconfondibile "sperone", ma l'origine isolana della zona ha comunque segnato l'evoluzione ambientale dell'area, con il suo cuore verde, ma anche con un mosaico di laghi costieri, una collana di isole di fronte e un deserto di pietra alle spalle che solo in condizioni isolate avrebbero potuto formarsi. Insomma, un autentico puzzle di ambienti concentrati in un territorio ristretto, il tutto bagnato da uno dei mari più belli e limpidi d'Italia. In questo angolo di paradiso, la nostra settimana è volata via in totale relax, tra fantastici bagni, lunghe passeggiate e tanto sole. Al ritorno in città si ricomincia con la routine e si ricomincia a cucinare, ma vista la pigrizia post vacanziera e il caldo, oggi vi lascio un cous cous leggero e saporito, perfetto anche da portare in spiaggia o in ufficio ... per chi come me deve rientrare a lavorare. 




20 giugno 2017

Rotolo freddo di frittata


Un'estate è sempre eccezionale, 
calda o fredda, 
secca o umida che sia.
(G.Flaubert)


L'estate non è ancora realmente arrivata, visto che entrerà ufficialmente solo il 21 giugno, ma i suoi effetti si fanno già sentire. A quanto pare, quest'anno porterà sull'Italia un caldo eccezionale, almeno secondo le prime previsioni ... e le temperature folli di questi giorni sembrano avvalorar queste ipotesi! Sembrerebbe, da quello che dicono i meteorologi, che l'estate sarà bollente, all'insegna di temperature sopra la media per gran parte della stagione, a causa dei possibili effetti dell’alta pressione nordafricana verso il Mediterraneo centrale. Non so da voi, ma a Roma è stata una settimana di fuoco nel vero senso del termine, l'hanno definita la più calda di giugno, per me è stata a dir poco ... faticosa, con la mia pressione bassa vi lascio immaginare! Certo in situazioni simili, non è tanto la voglia di cucinare che passa, ma è proprio quella di mangiare. Si ha solo desiderio di cibi freschi e leggeri e questo rotolo che vi propongo oggi è perfetto per le giornate calde. In questo caso come ripieno ho scelto prosciutto cotto e formaggio spalmabile tipo Philadelphia, ma è ottimo anche con bresaola, robiola e rucola, o con stracchino e melanzane grigliate, oppure con robiola e mortadella, insomma come decidiate di farcirlo è un piatto freddo gustoso e semplice da realizzare, ottimo per un buffet, ma anche per un picnic.